Sotto il titolo «Buona Novella al Monastero», il Centro Manresa dei gesuiti di
Cluj propone un «blog per il globo» sotto forma di meditazioni di ispirazione
ignaziana: una specie di esercizi virtuali per la vita reale. Trovandoci nel
Tempo di Pasqua, cominciamo con una breve riflessione sull'Uovo, in tre forme:
ebraica, cristiana e biologica.
Beitza — l'uovo sodo della cena del Seder
Lì il capofamiglia solleva l'uovo e dice: «Questo ci ricorda i sacrifici del
Tempio. L'uovo è rotondo, senza fine, come la vita eterna. Uscire dalla
schiavitù è come se fossimo risorti dai morti. Alleluia!» La sua rotondità
rimanda alla vita eterna, mentre la sua rottura significa la liberazione dalla
morte.
L'Uovo Pasquale cristiano
Le uova di Pasqua sono usate come simbolo cristiano per rappresentare il
sepolcro vuoto del Risorto. L'esterno dell'uovo sembra morto, ma all'interno
c'è una vita nuova, pronta a irrompere. Eloquente è l'iconografia
paleocristiana della Basilica di Santa Maria Maggiore, dove Gesù è
rappresentato dentro una mandorla, un contorno a forma di uovo, in tre momenti
cruciali: la Trasfigurazione, la Discesa agli Inferi e la sua Ascensione al
Padre.
L'uovo di ogni giorno
La prospettiva biologica dell'uovo ci trasmette un paradosso: il guscio è così
forte da resistere a enormi pressioni esterne, ma così tenero da cedere al
primo colpo di becco della vita che si prepara a venire alla luce.
Un UOVO. NUOVO. DI NUOVO: la Vita, la Risurrezione come nuova nascita e
l'importanza degli Esercizi spirituali nella vita di ogni giorno.
Tu cosa vedi quando guardi un Uovo?
